Natale a Parigi

Natale agli Champs-ÉlyséesSe avete in programma un viaggio a Parigi preparatevi a subire un effetto Costa Crociere molto peggiore che in qualsiasi altro posto che potreste visitare: io inizio a riabituarmi alla grigia e nebbiosa Mantova soltanto ora.

Abbiamo avuto una gran fortuna, a quanto dicono, per quel che riguarda il meteo: 6 giorni di sole, temperature fredde, ma pur sempre migliori di quelle di Mantova.

Parigi è un qualcosa di incredibile: non vi basterà un mese per visitarla, perdervi nei suoi vicoletti, farvi catturare dalla sua storia, dagli scorci, dalle suggestioni che offre.

(continua…)

Autostop

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Non credevo di aver così fortuna e di beccare subito un auto che ci avrebbe portato al terminal dell’aeroporto, visto la sfiga della navetta fantasma, e invece (grazie Francesco, comunque non me la bevo la storia che la tua auto è profumata perché hai un’agenzia di pulizie, quello era odore di canna).
Sull’aereo un bambino ci ha picchiato una vomitata da applauso e poi si è pure fatto la cacca addosso, con sommo sdegno delle hostess che gliene hanno dette di ogni alla madre, che ha pensato bene di cambiarlo lì davanti a tutti e non in bagno. Meraviglie che solo un viaggio Ryanair ti può riservare.
Parigi mi sta piacendo, i francesi no. Sembra il solito luogo comune e invece, devo dare atto almeno finora, a ciò che mi hanno raccontato: confermo, sono proprio degli stronzi.
Oggi Champs Elysées, domani Louvre!

Considerazioni sulla meta a metà del viaggio

-se non prenderò nemmeno una multa, tra andata e ritorno, offrirò una birra a tutti coloro che commenteranno questo post.
-in un campeggio situato nell’estremo sud siciliano, può accadere che ti arrivino come vicini di tenda dei chiassosi individui (di cui non fornirò le coordinate sul luogo di residenza per non cadere nell’ offesa generalizzante dei luoghi comuni sulla popolazione di alcune zone d’Italia) e che essi passino buona parte del loro tempo urlando più forte delle loro suonerie con la “musica” (?!) del momento, facendo pranzi chilometrici ingurgitando quantità industriali di “cibo” (?!) malsano. e tu non puoi far altro che compiacerti di non essere come loro…
-mi sono sempre piaciuti i bambini (quelli degli altri) soprattutto se piccoli e tranquilli come putti biondi che vedi nei dipinti…
questo sta a significare anche che forse stanotte indosserò i panni dell’angelo della morte ed eliminerò tutti i marmocchi ghignosi ed urlanti. e già che ci sono, anche i loro genitori, in modo tale che non ripetano l’errore di figliare di nuovo.
-ah, e come ultima cosa, rendo noto che ancora non ho assaggiato i famosi arancini siciliani perchè la variante senza carne non l’ho trovata. in compenso la cioccolata di Modica è davvero speciale come avevo sentito in un tal documentario televisivo, e se lo dico io che schifo il dolce è tutto dire…!!! ora vi saluto perchè vado a farmi una lunga nuotata, sapete ieri sera io e l’altra gypsie siamo stati a mangiare cinese e voi ben capite… passerà un’altro anno solare prima che ci rimetta piede, nel frattempo spero di smaltire la cena alla svelta perche stiamo producendo veramente, tramite il nostro lato B, delle armi di distruzione di massa… e non credo di dover andare oltre.

What do you think about “Kuduro Dance”?

In quattro giorni abbiamo toccato tutta la costa ovest dell’Italia, facendo tappa a:

Marina di Cecina, Toscana

Bel mare, spiaggia di sassi. Abbiamo mangiato una pizza che non era una pizza (il pomodoro, un optional), ma in compenso bevuto un’ottima birra. Dalle 22 ha iniziato a suonare un gruppo, di cui purtroppo non ricordo il nome, ma che ci ha fatto divertire per buona parte della serata.

(continua…)

… gialla, umida di passaggio.

bagno hotelMr. Charles Bukowski avrebbe apprezzato questa stanza.
si, proprio lui, a mio avviso il mio a volte sopravvalutato autore, dal quale non nego mi leghi una forte simpatia, ci sarebbe stato bene in questo buco.
almeno tre o quattro racconti ce li avrebbe cavati fuori, e per un pò i creditori lo avrebbero lasciato in pace. sempre se non se li fosse bevuti tutti prima o giocati alle corse.
ah, i soldi per i racconti, non i creditori, intendo.
stanze che mettono tristezza, queste, anche se tu proprio la tristezza in corpo non ce l’hai, non ne hai motivo ed anzi. ma tant’è.
e allora penso subito che, ma si per 20 sporchi (pure loro) euro, e poi sei in buona compagnia e fuori c’è il sole.
andrò a fare colazione, e poi il viaggio ripartirà, che la strada che porta a sud è ancora lunga.
ed è una bella fortuna.
curve, accelerazioni e polpastrelli sul volante.
luoghi che ti passano accanto, tu che passi accanto a persone.
la relatività del viaggio, la sincerità mai statica della strada.
sarà tutto molto bello, come se non dovesse finire mai.

Cosa spinge un uomo ad attaccare un adesivo di un bulldog, sul sedere della propria auto (nuova, tra l’altro)?

Con questa domanda esistenziale (se avete la risposta illuminatemi con un commento) parte il nostro viaggio. Viaggio on the road. Percorreremo l’Italia, partendo da Mantova, fino a raggiungere la Sicilia. Circa dieci giorni di viaggio, molto probabilmente di più, tra borghi, vallate, monti e tanto, tantissimo, mare.

Mancano una manciata di minuti alle 15.00, e siamo diretti verso: ve lo dico nel prossimo post… :)
Nella nostra auto suonano i 13th Floor Elevator, gruppo americano dei mid’ sixties. Qui, una loro chicca.

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